PROPAGANDA (1)

- Nei commenti i link alla 2a e 3a parte.

Non fu Goebbels a "inventare" la propaganda, né tanto meno i suoi "sistemi" o le sue "leggi": fu Edward Bernays (il cui pamphlet "propaganda" è stato all'indice letterario, in italia, fino al 1985) le cui opere credo siano tuttora, e tutte, all'indice letterario vaticano.
La differenza è che Bernays "codificò" la propaganda come "tecnica", esaminò i suoi sistemi e metodi, i suoi tempi e i suoi "sapori", cercando - con i suoi scritti - di presentare un insieme di definizioni e regole.
...Cercò insomma di fare un "trattato", un manuale, dai toni tendenzialmente neutrali.
Goebbels invece semplicemente USO' i principi di Bernays ma rimodulandoli in funzione delle necessità dell'NSDAP e adattandoli alla realtà culturale tedesca.

Bernays, nella sua attività di consulente di alcuni politici, applicava i suoi sistemi senza parlarne tanto in giro nel timore che qualcuno gli "rubasse l'idea" (cosa per nulla infrequente, a livello editoriale, all'epoca) mentre Goebbels, libero da questi rischi (non era certo salutare, nella Germania nazista, tentare di far soldi scopiazzando un alto funzionario del partito e del governo) dopo aver studiato attentamente i metodi di Bernays mise per iscritto i SUOI "sistemi" negli 11 famosi principi (che erano, come si può vedere più oltre, ben più di 11).
Il libro "Crystallizing Public Opinion" (tutt'ora mai tradotto in italiano) di Bernays è del '23, il suo "propaganda" è del '28, e guarda caso Goebbels provocò una evoluzione (della propaganda del suo partito) proprio nel 1930 (anno in cui i consensi all'NSDAP cominciarono a crescere) e venne poi chiamato a ricoprire il ruolo di ministro della propaganda (dicastero prima inesistente e insistentemente chiesto da hitler a Hindenburg durante le negoziazioni che portarono hitler al cancellierato) nel 1933.
...Quindi anche la tempistica, oltre che la documentazione disponibile, ci suggerisce che Goebbels non inventò proprio niente.

E' poi doveroso notare che negli scritti di Bernays larga parte era dedicata alla "etica della propaganda politica", nel senso che lui pose un forte accento sul fatto che un politico che utilizzasse le sue "regole" in maniera scorretta, fraudolenta, mendace, avrebbe avuto un probabile successo iniziale che sarebbe però poi diventato effimero e controproducente.
In sostanza, il Bernays predicava di utilizzare "l'arte dello slogan convincente" con saggezza, morigerazione, onestà intellettuale e argomentale, raccomandando di non ricorrere a vere e proprie bugie e di limitare il più possibile le "mezze verità".
Goebbels quindi, al massimo, inventò "l'uso scorretto, criminale, della propaganda".

Va anche evidenziato che gli 11 principi citati vengono chiamati "gli 11 principi della propaganda di Goebbels" a causa di una certa tendenza alla "reductio ad hitlerium" tipica dei primi anni 50, ma non è impossibile (anche se mai dimostrato) che siano stati formulati proprio da Bernays (che avrebbe, in pratica, "riassunto sé stesso" ) e che quindi Goebbels non abbia elaborato di suo alcunché, al massimo deve aver AGGIUNTO all'esistente.
Il che non vuol certo dire che nei suoi diari (e nella produzione di linee-guida ufficiali nel partito) effettivamente Goebbels non abbia "standardizzato" i metodi della propaganda, ma i VERI "principi di Goebbels" erano ben più articolati: sono elencati (e analizzati) nel libro "Goebbels’ Principles of Propaganda" del prof. Leonard W. Doob ( https://en.wikipedia.org/wiki/Leonard_W._Doob )