1 d ·Översätt

"Il Grande Filtro"
Capitolo 1

Quando arrivò il giorno del Grande Filtro, l'umanità si svegliò immersa in una perfezione simmetrica e abbagliante, rendendo la bellezza una valuta inflazionata e priva di valore. In questo nuovo mondo di cloni angelici, solo noi, i pochi rimasti "sgraziati", siamo diventati le vere icone di rarità, trasformando ogni nostra cicatrice e asimmetria nell'ultimo desideratissimo lusso della specie.

Passeggiare per il centro ora è come camminare in una galleria di specchi dai mille riflessi identici. La folla si apre al mio passaggio, un mare di visi dai lineamenti perfetti, zigomi scolpiti e pelle di porcellana, si scostano tra smorfie miste di invidia e venerazione.
Non mi guardano con disgusto, come facevano un tempo... Mi guardano con la bramosia con cui si fissa un diamante grezzo in una distesa di catrame.
Sentivo i loro sussurri: «Guarda la linea della sua mascella... così imperfetta, così vera», oppure «Hai visto quella cicatrice sul mento? Che fortuna, è unica».
In un mondo dove la bellezza è diventata lo standard, la mia "bruttezza" è diventata l'ultima frontiera dell'esclusività. Sono diventato un oggetto da collezione vivente.

«Ti prego, non voltarti», sussurrò Elias con quella pelle così liscia da sembrare plastica trasparente. Allungò una mano tremante verso il mio viso, sfiorando con reverenza la deviazione del mio setto nasale e quella macchia scura sulla guancia che un tempo chiamavo difetto. «Quello che hai tu... quella meravigliosa irregolarità... non si vede più su nessun catalogo. Sei un’opera d’arte in un mondo di fotocopie».
Io ritrassi il volto, sentendo il potere della mia bruttezza scorrergli tra le dita come polvere d'oro. «Voi avete la perfezione, Elias. Ma io ho un'identità».

Continua...

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