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Vi siete mai chiesti come faccia Donald Trump a far muovere i mercati con una precisione millimetrica? Recentemente è emerso un caso legato proprio ai post del Presidente che sta facendo discutere analisti e investitori in tutto il mondo, sollevando parecchi dubbi sulla trasparenza di alcune operazioni finanziarie che sembrano anticipare le mosse della Casa Bianca.

Se guardiamo i fatti al secondo, la situazione è questa: lunedì 23 marzo, tra le 6:49 e le 6:50 del mattino, succede il finimondo: qualcuno decide di piazzare ordini "short" sui futures del petrolio per una cifra assurda, parliamo di 580 milioni di dollari.

In pratica, un investitore ha scommesso pesantemente sul crollo del prezzo del greggio. Nello stesso istante si nota un movimento anomalo anche sull'S&P 500. Gli esperti li hanno definiti movimenti totalmente fuori scala, specialmente perché in quel momento non c’erano notizie pubbliche che li giustificassero.

Il bello arriva solo 14 minuti dopo, quando alle 74 Trump scrive su Truth Social di aver avuto colloqui molto produttivi con l'Iran e ipotizza una tregua. Il risultato è immediato: il petrolio crolla da 114 a 102 dollari e l'S&P 500 vola. Chi aveva scommesso poco prima si è portato a casa circa 60 milioni di profitto in una manciata di secondi.

La cosa assurda è che non sembra un caso isolato... era già successo ad aprile 2025 con i dazi doganali, e pare che questo schema delle dichiarazioni forti di Trump il venerdì e le smentite o i messaggi distensivi il lunedì sia ormai una costante.

A questo punto la domanda sorge spontanea: siamo davanti a investitori con un fiuto leggendario o c'è qualcuno nel cerchio ristretto del Presidente che fa girare le informazioni prima che diventino pubbliche?

Il confine tra fortuna e manipolazione del mercato qui è veramente sottile. È solo una coincidenza o c’è dietro una strategia precisa?

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