Il #marmediterraneo è considerato dalla comunità scientifica come un vero e proprio “punto caldo” climatico, dove il #riscaldamentoglobale si manifesta con più intensità rispetto alla media globale. L'aumento medio della #temperatura del #pianeta è di circa 1,4°C rispetto all'era preindustriale, ma nel bacino #mediterraneo l'incremento supera localmente i 2°C. Questa accelerazione è causata da una serie di fattori geografici e climatici unici della zona. Il Mediterraneo è un #mare chiuso e poco profondo, queste caratteristiche lo portano ad assorbire e trattenere #calore molto più rapidamente rispetto agli oceani aperti. Questo fa sì che le temperature superficiali dell'acqua raggiungono sempre più spesso picchi record. Un altro fattore di riscaldamento è il tasso di evaporazione dell’#acqua, il quale supera nettamente gli apporti di #pioggia e di acqua dolce dai fiumi. L'aumento delle temperature, unito alla salinità dell'acqua, favorisce la proliferazione di specie aliene marine e mette a dura prova la #biodiversità nativa. Le conseguenze dirette di questa accentuazione climatica sono ben visibili anche in Italia, dove si assiste di anno in anno all’aumento della frequenza e dell'intensità delle #ondatedicalore, alla riduzione delle #precipitazioni, con periodi siccitosi sempre più lunghi e un progressivo innalzamento del livello del mare.
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