Clubbez - Pagina ufficiale
Clubbez - Pagina ufficiale

Clubbez - Pagina ufficiale

@clubbezofficial

I #koala non nascono con la capacità di digerire l’#eucalipto, quantomeno non hanno la flora intestinale necessaria per farlo, bensì hanno bisogno di un “aiuto” da parte della loro #madre. Durante la fase dello #svezzamento, il #cucciolo di Koala deve mangiare delle speciali feci espulse dalla madre che prendono il nome di “pap”. Si tratta di una sorta di zuppa fecale liquida e altamente concentrata di #batteri che esce dal canale digerente solo per un paio di settimane. Grazie all’alta concentrazione di batteri contenuti nel pap, il piccolo di koala può attivare una propria produzione di batteri intestinali in grado di digerire l’eucalipto. Questa coprofagia infantile non è una caratteristica unica dei koala, ma un tratto comune di molti #animali erbivori, quali elefanti, Panda Giganti, Ippopotami e molti roditori, come conigli, cincillà e criceti.
#curiosiclubbez #virale #natura #biodiversità #vita #clubbez

image

La componente principale della #paretecellulare dei #funghi è la #chitina, la stessa sostanza che è il componente principale dell’#esoscheletro di #insetti e #crostacei. Le #piante usano la #cellulosa (una molecola chimicamente molto simile alla chitina) come materiale di base per la loro parete cellulare. E il resto degli #animali? Gli animali non hanno una parete cellulare rigida: le #cellule animali sono racchiuse solo dalla membrana cellulare, la quale è morbida e fluida. Se non parliamo di pareti cellulari ma di impalcatura strutturale extracellulare (la matrice che tiene insieme le cellule per formare i tessuti), il #collagene è la #proteina strutturale più abbondante del regno animale. Rappresenta circa il 30% delle proteine totali del #corpoumano e forma la struttura di supporto di pelle, ossa, cartilagini e organi.
#curiosiclubbez #virale #natura #biodiversità #vita #clubbez

image

Il #cambiamentoclimatico spesso influisce sulla nostra vita in modi che non possiamo nemmeno immaginare. Uno degli effetti più significativi, ma sicuramente meno noti è il fatto che il #surriscaldamentoglobale sta accelerando lo sviluppo dell'#antibioticoresistenza nei batteri. Se vuoi saperne di più, ne parliamo nel nuovo articolo "Cambiamenti Climatici e Antibiotico Resistenza" sul #blogecologico di #clubbez.
#salute #crisiclimatica #batteri #malattie
https://clubbez.shop/2026/07/1....4/cambiamenti-climat

Cambiamenti Climatici e Antibiotico Resistenza - Clubbez - Blog Ecologico
Favicon 
clubbez.shop

Cambiamenti Climatici e Antibiotico Resistenza - Clubbez - Blog Ecologico

I cambiamenti climatici stanno aumentando l'antibiotico resistenza nei batteri. Cosa significa per noi? scoprilo nell'articolo di Clubbez!

Tra i gravi effetti della #crisiclimatica globale c’è anche l’aumento delle #malattie e dei #tumori della #pelle. Estati sempre più lunghe, calde e siccitose hanno effetti dannosi sulle #cellule: studi recenti dimostrano che il calore amplifica i danni a livello cellulare dei #raggiuv. Normalmente, quando una #cellula epiteliale subisce un grave danno al #dna a causa del #sole, si attiva un segnale di "autodistruzione" (apoptosi) per evitare che quella cellula impazzisca e diventi cancerosa. Tuttavia, quando l’#epidermide è sottoposta a stress termico, le cellule producono proteine che bloccano questo segnale di emergenza. Di conseguenza, le cellule danneggiate sopravvivono, si replicano e la probabilità che si sviluppi un tumore aumenta. Si stima che un aumento della temperatura globale di soli 2 °C possa portare a un incremento dell'11% nell'incidenza dei tumori della pelle a parità di radiazioni.
Nei primi anni 2000 si registravano tra i 140.000 e i 160.000 nuovi casi di #melanoma all'anno a livello mondiale; oggi, il numero di nuovi casi di melanoma è di circa 330.000 l’anno. Solo negli Stati Uniti, i dati della Skin Cancer Foundation ci dicono che nell'ultimo decennio i casi di melanoma invasivo sono aumentati del 46,6%.
Il dato sui tumori della pelle non melanoma (carcinomi), è forse ancora più grave, poiché questi dipendono direttamente dal sole che prendiamo giorno dopo giorno: nei primi anni 2000 i casi stimati globalmente si aggiravano intorno ai 500.000 - 600.000 nuovi casi all'anno. Oggi hanno raggiunto la cifra di oltre 1,2 milioni di nuovi casi all'anno diagnosticati ufficialmente a livello mondiale.
#curiosiclubbez #cambiamentoclimatico #virale #surriscaldamentoglobale #natura #biodiversità #ambiente #vita #terra #clubbez

image

Attualmente, nessun essere umano ha mai visto due #anguille europee accoppiarsi in #natura, né ha mai trovato un #uovo di #anguilla deposto spontaneamente nell'#oceano. Questi #pesci sono stati studiati per millenni con lo scopo scoprire la loro #origine, e solo nel 2022 si è riuscito a scoprire dove questa avviene, ma il "come" è di fatto ancora ignoto. Quando vivono nei fiumi, le anguille non hanno organi riproduttivi, sembrando pesci senza sess0, persino Aristotele teorizzò che nascessero per "generazione spontanea" dal fango o dal “fegato della terra”. La verità è che le anguille sviluppano i propri organi sessuali solo quando decidono di compiere il loro ultimo viaggio e quindi lasciano i fiumi in cui vivono abitualmente, per recarsi nell’oceano Atlantico.
Nei primi anni 2000, il biologo danese Johannes Schmidt si mise a setacciare l'Oceano Atlantico a caccia delle larve di anguilla. Scoprì che spostandosi verso ovest le larve che trovava erano più piccole e giovani. Seguendo questa scia di pesci sempre più piccoli, arrivò fino al Mar dei Sargassi. Tutte le anguille europee partono dai nostri fiumi, viaggiano per oltre 5.000–7.000 chilometri senza mai mangiare. Una volta giunte nel Mar dei Sargassi si accoppiano negli abissi (fino a 7.000 metri di profondità), depongono le uova e poi muoiono per lo sforzo. Le uova si schiudono, le larve si lasciano trasportare dalla Corrente del Golfo per un viaggio di circa 2-3 anni verso l'Europa, si trasformano in "anguille di vetro" (ceche) trasparenti, risalgono i fiumi e ricominciano il loro ciclo vitale. Tutto questo però è stato solo un’ipotesi fino al 2022, quando un team di scienziati è riuscito a montare dei minuscoli trasmettitori satellitari su alcune anguille adulte rilasciate dalle isole Azzorre. Per la primissima volta nella storia, i dati satellitari hanno confermato che i pesci stavano effettivamente entrando nel Mar dei Sargassi per riprodursi. Visivamente però non si è mai assistito alla riproduzione di questi pesci e alla deposizione e schiusa delle loro uova in natura. In laboratorio, gli scienziati sono riusciti a vedere le uova (e a far nascere delle larve) solo iniettando ormoni artificiali alle anguille in cattività per forzarne la maturazione sessuale.
#curiosiclubbez #animali #ecologia #virale #biodiversità #vita #clubbez

image