L’#umidità dell’aria potrebbe diventare una fonte di #energiarinnovabile. Si tratta dell’#igroelettricità, la quale si basa sulla capacità delle #molecole d'#acqua sospese nell'#atmosfera di scambiare e accumulare cariche elettriche statiche generate dallo sfregamento. Il principio cardine si fonda sul passaggio dell'#aria umida attraverso materiali dotati di microscopici pori di diametro inferiore a 100 nanometri (un capello umano ha un diametro circa 700 volte più grande). Le molecole d’acqua che passano attraverso questi minuscoli fori si scontrano e sfregano contro le pareti del materiale, rilasciando una piccolissima carica elettrica sulla parte superiore. Poiché le molecole faticano a penetrare fino in fondo, si crea uno squilibrio di carica tra la parte superiore e quella inferiore del materiale, generando una tensione elettrica continua del tutto simile a quella di una piccola batteria.
Questa #tecnologia, a differenza di altre fonti #rinnovabili, ha il pregio di non dipendere né dal sole né dal vento e può lavorare anche in condizioni di umidità limitata o diffusa. Tuttavia, i prototipi attuali generano correnti molto basse (nell'ordine dei microwatt per singolo micro-pannello). Prima di poter utilizzare dispositivi che adottano questa tecnologia per alimentare abitazioni o altri edifici, bisogna capire come scalare la produzione a costi accessibili.
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