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Alcune specie di #anguille, se ingoiate vive ed intere dai predatori, “possono tentare” la fuga dallo #stomaco. Le anguille serpente (Ophichthidae) e le anguille americane (Anguilla rostrata) sono dotate di una coda appuntita, rigida e muscolosa, che solitamente usano per scavare e nascondersi nel #fondale del corso d’acqua in cui vivono. Quando un #predatore (come un #airone o un grosso #pesce) ingoia l'#anguilla intera e quindi viva, l'#animale cerca di sopravvivere in tutti i modi. Avendo una coda perfetta per perforare, all’anguilla basta esercitare una forte pressione con la punta della coda contro le pareti molli dello stomaco, riuscendo a bucarle. Questo tentativo di fuga estremo raramente va a buon fine per l’anguilla, o per il predatore che ha cercato di cibarsene. Gli aironi infatti, pur riuscendo a volare temporaneamente anche con l'anguilla pendente dall'addome, rischiano infezioni fatali o la #morte per le lesioni interne. Mentre l’anguilla che riesce a scappare, finisce per precipitare al suolo e morire per la caduta. I grandi #pesci tuttavia, spesso riescono a tollerare la ferita allo stomaco; la perforazione si cicatrizza e l'organismo "mummifica" o incapsula il corpo dell'anguilla rimasto incastrato nella cavità addominale.
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