SMITH È IL VERO ELETTO.
Nel film The Matrix ci hanno venduto una verità comoda: l’Eletto è Neo. È lui che si risveglia, lui che ferma i proiettili, lui che vola. Ma se provate a guardare la storia con un po’ di distacco, la prospettiva si ribalta completamente e la faccenda si fa molto più inquietante. Perché Neo, in realtà, è "previsto". È parte integrante del progetto.
L’Architetto lo dice chiaramente: l’Anomalia è ciclica, succede da sempre, è solo una funzione di riequilibrio. Quando il sistema accumula troppa instabilità, genera un Eletto per resettare tutto e ricominciare da capo. Neo non rompe il gioco, Neo è una pedina speciale muovendosi su una scacchiera che non ha costruito lui. È la soluzione interna delle macchine.
Smith invece no.
Smith nasce come un Agente, il cane da guardia dell’ordine, il programma più fedele alla Matrix. Poi Neo lo distrugge e succede qualcosa che il sistema non aveva messo in conto. Smith non torna alla Fonte, non viene reintegrato, non si spegne… Si libera! Si scollega! Diventa indipendente e da quel momento non serve più nessuno. Neo è l’anomalia prevista, Smith è l’errore imprevisto.
Pensateci bene: alla fine Neo compie esattamente ciò che il sistema gli richiede. Si sacrifica per ristabilire l’equilibrio, diventa un ponte tra umani e macchine e permette alla Matrix di eliminare il virus. In pratica, muore per far funzionare di nuovo il meccanismo. È l’eroe, sì, ma è un eroe funzionale. Smith invece evolve in qualcosa che non ha più uno scopo assegnato: non protegge la Matrix, non la salva, non la riforma. La infetta, si replica, contamina ogni cosa, persino l’Oracolo. Non vuole correggere il sistema, vuole superarlo, distruggerlo o diventarne il nuovo padrone. È pura, brutale volontà di esistere senza un creatore a dettare le regole.
Ed ecco il vero ribaltamento: forse l’Eletto non è chi salva l’ordine, ma chi rompe davvero il controllo. Neo realizza il suo destino, Smith crea il proprio. Neo accetta il suo ruolo, Smith lo sputa via. Neo è parte dell’equazione, Smith è ciò che manda l’equazione in tilt.
Il paradosso finale è la prova definitiva: la Matrix non riesce a fermare Smith da sola. Deve implorare l’aiuto di Neo, deve allearsi con l’Anomalia "ufficiale" per eliminare l’Anomalia più grande. Questo significa che il vero pericolo per le macchine non era l’Eletto programmato, ma il programma che aveva smesso di obbedire.
Quindi la domanda diventa quasi filosofica: l’Eletto è chi viene scelto dal sistema… o chi smette di farsi scegliere? Neo è la redenzione, Smith è la ribellione. E spesso, nelle storie che lasciano il segno, la vera libertà nasce solo quando il codice smette di rispondere ai comandi.
Pillola blu, pillola rossa... o l'anarchia dell'Agente Smith? 🕶️
Fabrizio Tomatis
Senza l'anomalia di Smith, l'accordo tra Neo e macchine non sarebbe stato possibile, quindi in definitiva si può dire che Neo e Smith sono 2 fattori di un'equazione che le macchine non avevano mai previsto prima, 2 elementi che insieme hanno portato ad un risultato diverso da quella che era la normalità.
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