Un'ottima notizia.
https://leganerd.com/2021/02/0....8/servizi-premium-ad
Ieri, dopo tantissimo tempo, sono riuscito a pranzare fuori con alcuni amici. Devo ammetterlo, per tutto il tempo mi sono sentito con la coscenza sporca: con i pericoli del virus e quant'altro, mangiare fuori non è un requisito fondamentale del mio essere, quindi avrei anche potuto farne a meno, e pur avendo sempre indossato la mascherina, quando non stavo mangiando, e aver rispettato il più possibile le distanze di sicurezza, la giornata non è stata certo priva di rischi. Se c'è una cosa però che posso dire con assoluta sincerità é che é davvero stato bello vivere un giorno di normalità dopo tutto questo tempo.
#vitanormale
Finalmente è di nuovo #lunedìpatata con un'intera galleria dedicata a Mia S. ❤️
https://www.mentedigitale.org/mia-s-lunedipatata/
Se volete fare una rivoluzione andateci con il nokia 3300, e tenetelo spento.
Come il NYT ha identificato assalitori con gli identificativi usati per l’advertising: Nelle scorse newsletter ho scritto di come i dati e le tracce digitali lasciate dai partecipanti all’assalto al Campidoglio del 6 gennaio siano stati saccheggiati da chiunque (media, polizia, comuni cittadini). E che al di là della vicenda specifica, quanto stava emergendo poteva essere considerato quello che gli inglesi chiamano un cautionary tale, una storia che funziona da ammonimento, su quello che oggi è diventata la nostra società, tra cultura della sorveglianza (per citare David Lyon) e capitalismo della sorveglianza.
Oggi ci torniamo con un articolo del New York Times che ha ricevuto da una fonte dati di localizzazione di una parte dei presenti a Capitol Hill in quella infausta giornata. Dati raccolti da società di marketing attraverso gli smartphone, app ecc. Dati in teoria anonimi ma che invece il NYT ha potuto deanonimizzare per duemila smartphone, ricostruendo dunque non solo l’identità delle persone ma anche tutti i movimenti prima e dopo Capitol Hill (oltre che dentro o fuori Capitol Hill, un dato non sempre così preciso in realtà e insieme molto rilevante sul piano penale). Tutto parte dalla raccolta degli ID unici degli smartphone degli utenti, identificativi a fini pubblicitari che tracciano le persone attraverso internet e le app, un dato in teoria anonimo ma che si può confrontare (ci sono aziende che offrono questo servizio) con altri database che contengono lo stesso ID, permettendo di incrociare nomi, indirizzi, numeri di telefono, email e altre informazioni. La promessa di anonimato è una farsa
Cit. la newsletter "guerre di rete"
https://www.nytimes.com/2021/0....2/05/opinion/capitol