Dmitrij Ivanovič Mendeleev ( 8 febbraio 1834 – San Pietroburgo, 2 febbraio 1907) è stato un chimico russo, inventore della tavola periodica degli elementi.
Mendeleev nasce l'8 febbraio del 1834 a Tobol'sk, Siberia. E’ figlio di Maria Dimitrievna Kornilieva e Ivan Pavlovic Mendeleev, e fratello di altri sedici figli. Durante l'adolescenza Dmitrij frequenta il Ginnasio della sua città e pochi anni dopo, a causa delle cattive condizioni economiche in cui si trova la sua famiglia, si trasferisce a San Pietroburgo dove entra nel Grande Istituto Pedagogico (185.
Dopo la laurea gli fu diagnosticata la tubercolosi che lo costrinse a spostarsi in Crimea. Ritornò in piena salute a San Pietroburgo nel 1857.
Nel 1863 divenne professore di chimica all'Istituto Tecnologico di San Pietroburgo e all'Università Statale di San Pietroburgo. Ottenne la cattedra di ruolo nel 1867.
Nel 1868 Mendeleev iniziò a scrivere il suo libro “Princìpi di chimica”. Il suo progetto prevedeva la sistematizzazione di tutte le informazioni dei 63 elementi chimici allora noti. Lo scienziato russo preparò 63 carte, una per ciascun elemento, sulle quali dettagliò le caratteristiche di ognuno. Ordinando le carte, secondo il peso atomico crescente, si accorse che le proprietà chimiche degli elementi si ripetevano periodicamente. Sistemò i 63 elementi conosciuti nella sua tavola e lasciò alcuni spazi vuoti per gli elementi ancora sconosciuti.
Il 6 marzo 1869 Mendeleev presentò la relazione “L'interdipendenza fra le proprietà dei pesi atomici degli elementi” alla Società Chimica Russa. Senza che lui stesso lo sapesse, pochi anni prima avevano già tentato l'impresa Lothar Meyer e John Newlands, le cui tavole non consentivano però la previsione di nuovi elementi ancora non scoperti. Il grande scienziato russo previde infatti l'esistenza di altri elementi e ne descrisse anche le proprietà chimiche e fisiche con impressionante precisione. L'importanza della tavola periodica e delle previsioni di Mendeleev furono riconosciute pochi anni dopo, in seguito alla scoperta degli elementi scandio, gallio e germanio, che andarono ad occupare alcuni posti lasciati vuoti nella tavola e possedevano le proprietà fisiche previste dalla loro posizione in essa.
Nel 1871 San Pietroburgo era divenuta un centro di eccellenza mondiale per la ricerca in chimica. Pur onorato in tutta Europa, non fu mai ammesso all'Accademia Russa delle Scienze, a causa di uno scandalo personale. Rassegnò le dimissioni dall'università il 17 agosto 1890, quando il governo russo rigettò un progetto di riforma degli studi presentato dai suoi studenti. Nel 1893 fu nominato direttore dell'Ufficio Pesi e Misure e in seguito, nel 1905, fu premiato con la Medaglia Copley dalla Royal Society di Londra.
Morì a San Pietroburgo nel 1907 a 72 anni.
Fonti: Wikipedia, Biografie Online
Via: Link2universe (https://www.facebook.com/pg/Link2Universe)
Tavola 24
Che ve ne pare? Prima volta che inchiostro persone con la pelle nera, non sapevo bene come fare per la pelle, perché poi l inchiostro si confonde a con la bocca e il naso? però mi sono divertita?
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So cosa stai nascondendo!
#meme
Come direbbe Giovanni: "non é che poi mi capita la solita pantegana!?"
Avrei tanto voluto essere un roditore anch'io.
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Non mi sono mai piaciute la maggior parte delle "strategie al femminile" nelle dinamiche relazionali.
Dalla tipica bambina comandina all'asilo ed alle elementari fino a quella che riusciva a tirarsi dalla sua parte tutti facendo la vittima, da quella che è figa e si atteggia a tale ma poi fa vittimismo lamentandosi se in giro ci son persone stronze che le fischiano dietro, fino a quelle fastidiossime dinamiche del gossip che finiscono per essere nientemeno che il corrispettivo di misurarsi il pene contro il muro.
Mi son trovata a dialogare di queste dinamiche, e mi son resa conto che una, ed una sola apprezzo: il "pan per focaccia", detta anche "stessa medicina" o "indossa i miei vestiti".
La tecnica consiste nel mettere la persona che ci ha fatto male o che ci dà fastidio nelle nostre stesse condizioni.
Esempio pratico.
L'amica non ti caga perchè continua a interessarsi di più ad altre persone. Quindi, presa da un moto d'orgoglio, tu dici: "Beh, sai che c'è: vediamo come si sentirà nei miei panni, non la cago manco io". Questo, però, nove volte su dieci si trasforma in una reazione di rabbia da parte dell'amica, perchè in parte non si rende conto della questione e vede il non cagarla come toglierle i nostri riflettori di dosso, mentre dall'altra parte scatena forse a livello inconscio la consapevolezza di essere lei quella in torto, e la gente non volendosi sentire appunto in colpa nè ammettere gli errori che fa? Chiede scusa? No, reagisce. Si incazza.
Ma tu, col tuo sorriso sornione, puoi a quel punto dire cose come: "Perchè, tu cosa hai fatto fino a ieri?".
Mettere le persone davanti a loro stesse.
Più efficace di dire "eh no, tesoro, non vedi che sei tu la stronza? So come ti senti, io mi ci son sentita fino a ieri e la colpa è solo tua".
Spalle al muro, senza via di fuga.
Non sono in grado di farlo, ma deve essere meraviglioso.
E questa, sottolineo, è l'unica tecnica tipicamente femminile che in parte e in determinati contesti approvo: perchè la gente dovrebbe sentirsi più spesso la merda che è, quando si comporta in certi modi e fa finta di nulla.