In #namibia si trova un luogo unico al #mondo, il cui aspetto lo fa sembrare un’arena dove affrontare il boss finale di un videogioco. La #deadvlei, letteralmente “palude morta”, ora è una distesa #salina di argilla bianca piena di #alberi secchi bruciati dal #sole, ma secoli fa era una #palude piena di #vegetazione rigogliosa. La palude si formò tra 7 e 8 secoli fa, quando le piogge fecero straripare il fiume #tsauchab e questo creò pozze temporanee poco profonde dove l'abbondanza d'acqua permise la crescita di alberi di #acacia spinosa. Successivamente, la zona fu colpita dalla #siccità e le dune di sabbia invasero la distesa, deviando il corso del #fiume. Gli alberi, pur essendo adatti ai climi secchi e con #radici in grado di scavare diversi metri in profondità per cercare #acqua, morirono perché non c'era più abbastanza umidità per sopravvivere. Tuttavia, alcune specie di #piante sono sopravvissute, come la Salsola e cespugli di Nara, adattate a sopravvivere grazie alla nebbia mattutina e alle rarissime piogge. Pur essendo morti tra 600 e 700 anni fa, gli alberi non si sono decomposti a causa del #calore elevato della zona; il loro legno è diventato infatti nero perché bruciato dal sole.
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In #cina è stato da poco portato a termine un progetto cinquantennale, grazie al quale sono stati piantati circa 66 miliardi di #alberi intorno al #deserto di #taklamakan, di fatto chiudendolo con una “muraglia verde”. Lo scopo principale del progetto era di proteggere i campi coltivati ed i pascoli vicini al deserto, dalla tempeste di #sabbia che nascevano da questo. Grazie a tutti quei nuovi alberi però, nella zona sono aumentate le #precipitazioni piovose ed il deserto è ora in grado di aiutare a stoccare la #co2, aiutando così a diminuire l’effetto serra. Uno studio condotto dalla Nasa e dal California Technical Institute ha utilizzato dati satellitari per dimostrare che il deserto del Taklamakan, può immagazzinare #carbonio: in termini numerici, il contenuto medio di carbonio nell'aria del deserto è sceso da 416 parti per milione a 413 ppm.
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Le #formiche del genere #mystrium, diffuse in #madagascar, praticano fori nel corpo delle #larve del loro stesso #formicaio per nutrirsi della loro #emolinfa (l'equivalente del sangu3). Questo comportamento, che prende il nome di “vampirismo sociale”, non danneggia le larve (che vengono “solo bucherellate" e nutre le formiche adulte, le quali hanno perso la capacità di processare #cibo solido nel passaggio dallo stadio larvale a quello adulto. Le larve sono gli unici membri del formicaio a poter processare i cibi solidi (spesso altri #insetti e piccoli millepiedi) e trasformarli in grassi e proteine (sono quindi considerate “stomaci sociali”) necessari a nutrire la #regina e le altre formiche della colonia, le quali portano tutto il cibo solido che raccolgono alle larve. Il loro sacrificio non letale quindi, è spesso l’unico modo per sostenere il resto della loro famiglia. La stessa forma di cann!balismo non letale avviene con le formiche del genere #amblyopone, diffuse in #australia e #nuovaguinea.
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