I materiali #poliaccoppiati, cioè quelli composti da più elementi uniti, sono da sempre tra i più difficili da #riciclare. Questa difficoltà di #riciclo si deve soprattutto al dover separare i materiali diversi, mantenendo contenuti costi energetici ed economici. Per rispondere a questo problema sono nati nuovi materiali riciclati misti come l’#ecoallene, formato da #plastica e #alluminio fusi insieme.
L’ecoallene si produce principalmente dal riciclo di rifiuti poliaccoppiati, come i cartoni per bevande tipo Tetra Pak, composti dall'unione di #carta, plastica (polietilene a bassa densità, LDPE) e alluminio. Il processo per ottenerlo non è molto diverso dal normale riciclo della plastica: una volta separata la parte cartacea, il residuo plastico/metallico viene lavato, poi sminuzzato, riscaldato e mescolato per far amalgamare insieme plastica e alluminio. Infine il composto fuso viene estruso per creare dei granuli di ecoallene pronto all’uso.
Il materiale ottenuto si comporta a tutti gli effetti come una plastica caricata ad alluminio, resistente e versatile. Può essere utilizzato in svariati settori, dalla produzione industriale agli oggetti di consumo.
#curiosiclubbez #ecologia #virale #vita #sostenibilità #riciclaggio #clubbez
Vedere Tulsa King col proiettore è come essere al cinema, ma al posto delle poltroncine scomode sono a letto. 😍
Anche #jojo non è male. 😁
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Alcune specie di #anguille, se ingoiate vive ed intere dai predatori, “possono tentare” la fuga dallo #stomaco. Le anguille serpente (Ophichthidae) e le anguille americane (Anguilla rostrata) sono dotate di una coda appuntita, rigida e muscolosa, che solitamente usano per scavare e nascondersi nel #fondale del corso d’acqua in cui vivono. Quando un #predatore (come un #airone o un grosso #pesce) ingoia l'#anguilla intera e quindi viva, l'#animale cerca di sopravvivere in tutti i modi. Avendo una coda perfetta per perforare, all’anguilla basta esercitare una forte pressione con la punta della coda contro le pareti molli dello stomaco, riuscendo a bucarle. Questo tentativo di fuga estremo raramente va a buon fine per l’anguilla, o per il predatore che ha cercato di cibarsene. Gli aironi infatti, pur riuscendo a volare temporaneamente anche con l'anguilla pendente dall'addome, rischiano infezioni fatali o la #morte per le lesioni interne. Mentre l’anguilla che riesce a scappare, finisce per precipitare al suolo e morire per la caduta. I grandi #pesci tuttavia, spesso riescono a tollerare la ferita allo stomaco; la perforazione si cicatrizza e l'organismo "mummifica" o incapsula il corpo dell'anguilla rimasto incastrato nella cavità addominale.
#curiosiclubbez #ecologia #virale #natura #biodiversità #vita #clubbez
annarita
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