In uno studio realizzato dalla Keck School of Medicine (USC), gli scienziati hanno incrociato le immatricolazioni di #autoelettriche e #ibride #plugin in #california tra il 2019 e il 2023 con i dati del sensore satellitare #tropomi, che misura la densità di #inquinanti strada per strada. Dalle loro analisi è risultato che, a ogni sostituzione di 200 veicoli a #motore endotermico con un numero pari veicoli elettrici in un determinato quartiere, è associato a una riduzione dell’1,1% dei livelli di NO₂, (#biossidodiazoto). Sembrerebbe una variazione da poco, ma questo calo minimo dell’#inquinamento ha avuto un impatto diretto sui ricoveri ospedalieri, perché nelle zone con maggiore densità di auto elettriche, sono diminuiti considerevolmente gli accessi al pronto soccorso per #asma.
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Sembra una roba uscita da un film di fantascienza, eppure è assolutamente reale.
Per anni, uno dei grandi sogni delle neuroscienze è stato capire come funziona un cervello completo, neurone per neurone, connessione per connessione. Non una parte. Non una stima approssimativa. Tutto. E nell’ottobre del 2024, un consorzio internazionale di oltre 200 scienziati provenienti da 50 laboratori in tutto il mondo lo ha fatto per la prima volta nella storia, utilizzando il cervello di una mosca della frutta.
Perché proprio una mosca? Perché, nonostante sia minuscola, il 75% dei geni collegati alle malattie umane ha equivalenti nel genoma della mosca, il che la rende uno degli organismi più studiati nella scienza. Il suo cervello è abbastanza complesso da essere interessante, ma anche abbastanza piccolo da poter essere studiato completamente.
Ciò che il team ha costruito si chiama connettoma: una mappa neurone per neurone e sinapsi per sinapsi dell’intero cervello dell’insetto. In totale, 139.255 cellule cerebrali connesse da oltre 50 milioni di connessioni sinaptiche, che sono i ponti attraverso cui i neuroni comunicano tra loro.
Per realizzarlo, il cervello è stato tagliato in 7.000 sezioni ultrasottili, fotografate con microscopia elettronica e analizzate con l’aiuto dell’intelligenza artificiale per identificare ogni tipo di neurone e ogni connessione. Senza l’IA, il progetto avrebbe richiesto circa 50.000 anni di lavoro umano.
Ma la parte davvero sorprendente arriva dopo.
Con questa mappa in mano, il ricercatore Phil Shiu ha costruito un modello computazionale: una simulazione che riproduce le 139.255 neuroni e i 50 milioni di connessioni, e che si è dimostrata sorprendentemente precisa nel prevedere come il vero cervello di una mosca reagisce a diversi stimoli. Quando sono stati presentati segnali di gusto e tatto, il modello ha attivato esattamente gli stessi neuroni che si attivano in una mosca viva. Nessuno glielo aveva insegnato. Era già scritto nel cablaggio neurale.
È importante essere precisi: non è stata “copiata” una mosca viva né è stata trasferita una coscienza da qualche parte. Ciò che è stato fatto è mappare completamente il cablaggio del suo cervello e riprodurlo in un computer con una fedeltà tale che il sistema si comporta come se seguisse le stesse regole dell’originale. La differenza è importante, ma il risultato resta straordinario.
Uno dei risultati più sorprendenti è stato che il modello ha previsto sovrapposizioni nei circuiti neurali per diversi sapori, come zucchero e acqua. Gli scienziati non se lo aspettavano, ma in seguito sono riusciti a confermarlo sperimentalmente. In altre parole, la simulazione ha scoperto qualcosa che la biologia non aveva ancora osservato.
Tutto questo è stato pubblicato il 2 ottobre 2024 sulla rivista Nature, la pubblicazione scientifica più prestigiosa al mondo, in un pacchetto di nove studi pubblicati simultaneamente. Non è un’azienda che vende un prodotto: è scienza revisionata da pari, finanziata dai National Institutes of Health degli Stati Uniti, da Princeton, Cambridge e da decine di altre istituzioni.
Il prossimo passo, secondo gli stessi ricercatori, è fare lo stesso con il cervello di un topo.
#scienza #science #matrix
Trailer bomba del nuovo film su spider-man!
Così a primo acchitto temo abbiano messo un po' troppa carne al fuoco, ma resto fiducioso!
#trailer #spiderman #marvel
La #balena Franca (eubalaena) è l’#animale più coraggioso di tutti… figurativamente parlando almeno. Si da il caso che questo grande #mammifero marino sia l’animale con le “palle” più grosse di tutti: un suo singolo test!colo può infatti arrivare ai 2 metri di lunghezza, 80 cm di diametro, ed un peso intorno ai 500 kg; i test1coli di questo animale ne compongono l’1% della #massacorporea. Queste #dimensioni eccezionali sono dovute al tipo di accoppiamento che questi #cetacei praticano: le #femmine si accoppiano con più #maschi (anche decine) in un’unica sessione, quindi è nell’interesse di ogni singolo maschio rilasciare quanto più seme possibile per cercare di “lavare via” quello dei maschi che lo hanno preceduto. I maschi di balena franca e!aculano circa 20 litri di sp3rma ad ogni loro #accoppiamento, una quantità simile ad altre specie di balena, ma a differenza di questi, i primi possono accoppiarsi decine di volte in un solo giorno.
#curiosiclubbez #virale #natura #animali #biodiversità #vita #clubbez
Cosa ne pensate di questa pubblicità?
Quella freccina rosa poi, con scritto: "l'ha fatto lei"...
A voi la parola, sono curioso.
Personalmente dico: #lego, MA CHE CAZZ0 FAI?
Il greenwashing, ma coi down, non avrei mai pensato di vederlo.
Nei #mammiferi, durante la #gravidanza c’è uno scambio di #cellule tra #feto e #madre attraverso la #placenta. Questo scambio è dinamico e complesso, ma generalmente vede un numero maggiore di cellule del feto entrare nella circolazione sanguigna della madre, per poi andare a stabilirsi nei suoi tessuti. Questo fenomeno prende il nome di #microchimerismo. Terminata la gravidanza il #sistemaimmunitario della madre si sbarazza delle cellule fetali rimaste nel sangu3, ma quelle già integrate (in quanto pluripotenti, capaci di trasformarsi in ogni tipo di cellula) nei tessuti materni passano inosservate e perdurano. Gli organi in cui si trova il maggior numero di queste cellule sono i #polmoni, la #milza, il #fegato, i #reni, il #cuore e persino il #cervello. La funzione più nota del microchimerismo è spesso legata all'#immunità e alla riparazione dei tessuti materni. Si ritiene che il microchimerismo non si limiti al solo scambio bidirezionale di cellule tra madri e feti: anche le cellule dei fratelli più grandi e persino le cellule della nonna materna potrebbero essere trasferite al feto.
Significa che se hai dei fratelli o sorelle maggiori, dentro di te ci sono alcune delle loro cellule, oltre a quelle di tua madre e tua nonna.
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